Birmania, un viaggio nel tempo…

Un’esperienza che rapisce anima e cuore e che coinvolge tutti i sensi, in una terra d’oriente slow!

Quando ho deciso di organizzare un viaggio in Birmania (Myanmar) la domanda più comune è stata: “Perché in Birmania?”

Un viaggio in Birmania è un vero viaggio nel tempo, in una terra che non solo mantiene le tradizioni più antiche tipiche dei paesi del sud est asiatico ma è un luogo in cui occidentalizzazione e boom economico non hanno avuto luogo, con pro e contro, sotto la dittatura di un regime militare che ne ha negato l’evoluzione.

Un viaggio in Birmania non è un viaggio qualunque.

E’ un luogo ricco di tradizioni, magico, mistico.

La storia del Myanmar comincia in tempi antichissimi, ed è il paese che in oriente registra il maggior numero di templi buddhisti, ancora poco esplorato ma con la voglia di buttarsi verso il futuro e riscattarsi. Il myanmar è una terra da esplorare: persone sorridenti, mercati, villaggi fuori dal tempo e una natura sorprendente. I templi sono l’essenza della filosofia di vita birmana dove essere un monaco è un privilegio, un’occasione non solo per pregare e per la fede ma per studiare, riscattarsi in qualche modo, confrontarsi e conoscere persone.

Se siete dunque alla ricerca di un luogo ancora poco visitato dai turisti, di un popolo ospitale, gentile e estremamente dignitoso (forse perché di stranieri ne hanno ancora visti pochi), di siti archeologici e religiosi incredibili e contatto con minoranze etniche ancora reali e tradizionali, allora è il viaggio per voi e vi resterà nel cuore.

La mia considerazione personale è che Il Myanmar è un paese che potrebbe rincorrere anche la possibilità di puntare senza troppi pensieri ad una economia del turismo come le vicine Thailandia o Indonesia. Questo, è però il rischio potenziale di diventare un paese ad uso e consumo del turista, dopo gli anni dello sfruttamento coloniale, della chiusura imposta dalla dittatura militare, alla ricerca di un benessere economico facile e veloce poco finalizzato allo sviluppo ed al futuro della popolazione.

Per leggere l’itinerario dettagliato e CONSIGLI DI VIAGGIO leggete il mio articolo: Tour – Birmania (Myanmar) 9 giorni FAI DA TE

Su tutto non dimenticherò mai la dignità di un popolo ospitale che non perde occasione di regale un sorriso e aiutarti come può, e la cantilena di una lingua incomprensibile di cui ricorderò per sempre il suono del saluto “MINGALARBAR”.

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Tour – Birmania (Myanmar) 9 giorni FAI DA TE

Tour – Birmania (Myanmar) – 9 giorni FAI DA TE

Il mio Itinerario tra città più turistiche e zone quasi vergini al turismo

Il mio viaggio in Birmania – DURATA 9 giorni –

TAPPE DELL’ITINERARIO: YANGON-LOIKAW-LAGO INLE-MANDALAY-ANTICHE CAPITALI-BAGAN-YANGON

Giorno 1

YANGON: ARRIVO CON VOLO IN MATTINATA. E’ LA VECCHIA CAPITALE SPODESTATA SOLO 10 ANNI FA.

E’ il centro economico vitale del paese. Preparatevi al “lercio”.  L’impatto iniziale con la ex capitale ammetto che avrebbe destabilizzato chiunque, me in modo articolare, consapevole di aver scelto una meta non ancora così turistica in un paese non al passo con i tempi, ma avendo i miei limiti. Non si è mai così preparati ad un impatto del genere comunque, vi assicuro.

E’ una città amata dai locali e meta di pellegrinaggio da tutta la Birmania. Oltre alla Pagoda SHWEDAGON (la più grande di Birmania), che vi consiglio di raggiungere un’ora prima del tramonto e godervi lo spettacolo, troverete palazzi in stile coloniale che risentono di decenni di abbandono, la Botataung Paya e il labirinto d’oro e la Sule Paya. La Lonly Planet segnala anche una sinagoga.. deludente.

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Giorno 2

LOIKAW.

VOLO INTERNO YANGON – LOIKAW MATTINO PRESTO

Qui ho organizzato una visita con guida (prenotata su web in Italia) perché in questa zona è necessario un permesso aggiuntivo e va richiesto 5 giorni prima.

Forse una delle tappe più belle del mio viaggio.

Già all’aeroporto (se così si può chiamare) capiamo di essere atterrati in un luogo poco battuto dai viaggiatori. Ne abbiamo la conferma quando, arrivati a Loikaw, principale cittadina dello stato Kayah fatichiamo a trovare un cartello qualsiasi scritto nel nostro alfabeto e incrociare lo sguardo di un viso dai tratti europei è praticamente impossibile.

Bingo!! Abbiamo scovato la perla nascosta del Myanmar, dove non osano i turisti anche perché fino a 5 anni fa l’accesso alla regione era interdetto agli stranieri e ancora oggi per raggiungere alcuni villaggi serve il permesso governativo.

Loikaw ha un paesaggio incredibile. Montagne, giungla, piantagioni, villaggi che spuntano all’improvviso per sparire un secondo dopo. Nel Villaggio Ka Yan a Pan Pet incontriamo le Padaung, le donne giraffa dal collo lunghissimo chiuso in tanti, troppi anelli d’ottone.

Temevamo l’effetto zoo, in realtà qui la vera stranezza siamo noi!!!!!

Tutti ci salutano mentre passiamo con il nostro monovolume anni 70 sgangherato guidato da Martino, la nostra guida locale parlante un inglese tutto suo ma molto disponibile e sorridente.

Trascorriamo la giornata a chiacchierare nei vari villaggi (sempre con Martino che traduce per noi in simultanea) con le donne giraffa, le figlie, i nipoti. Pranziamo con loro, suoniamo i loro rudimentali strumenti, proviamo a tessere il cotone e setacciare il riso. Una giornata incredibile fatta di discorsi senza parole, di sguardi profondi, di sorrisi.

Fortunatamente il nostro hotel ha un ristorante interno altrimenti … niente cena!

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Giorno 3

Decidiamo di risalire da Loikaw al lago INLE navigando. Una vera sorpresa! Sarà una delle parti più belle del viaggio.

ITINERARIO: LOIKAW-PEKON (TAXI) + LACIA A MOTORE (5 ORE CIRCA) FINO A IN PHAW KHONE (PERNOTTAMENTO SU PALAFITTA)

Nel tragitto facciamo le tappe: Samkar, pagoda Tharkong e Naung Boh dove si producono oggetti in terracotta.

Alle 9 del mattino parte la nostra avventura dopo aver raggiunto il villaggio di Pekon, navigando in direzione nord. Siamo su una lancia che fa così casino che dopo un po’ il rumore diventa un tuttuno con i pensieri ma  il viaggio è ampiamente ricompensato da paesaggi di incomparabile bellezza.

Il lago si restringe fino a diventare un lungo canale dal quale è possibile scorgere i villaggi collocati su entrambe le sponde. In quelle acque limpide (strano ehhh), donne fanno il bucato, bambini si lavano e uomini pescano. Sulle sponde mucche fanno capolino legate su lembi di terra di pochi metri, i fior di loto emanano un profumo inebriante e gli schizzi d’acqua rinfrescano il viso.

Per il pranzo arriviamo a Samkar, una località rimasta nascosta per anni e in cui l’accesso ai visitatori è stato consentito solamente dal 2003. Fino a poco tempo fa era obbligatorio essere accompagnati da una guida Pa-O. Questo obbligo è stato ora rimosso, ma la zona continua comunque a rimanere ben lontana dal turismo di massa.

Al tramonto arriviamo sulla nostra palafitta, dopo cena il rumore delle barche si dirada, lasciando spazio ai soli rumori della natura in cui siamo immersi… con fatica ci addormentiamo con negli le immagini di una vita lontana da noi anni luce.

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Giorno 4

ALLA SCOPERTA DEL LAGO INLE

La giornata comincia di buon’ora (essendo andati a dormire alle 20:30!!!) e siamo fortunati, il mercato itinerante dei 5 gironi del lago è proprio a Nampan a pochi km dal nostro alloggio e così, decidiamo di esplorarlo di buon mattino prima dell’arrivo dei turisti e ritagliarci i nostri momenti di autenticità anche qui. Anche il lago Inle lo si esplora in barca, toccando villaggi di pescatori in piedi sulle loro barchette, mercati, laboratori di argento, sigari, artigianato locale attraversando una zona che a tratti ricorda la  giungla e gli orti galleggianti fino a raggiungere la meta finale Nyaungshwe, paese che ospita una manciata di alberghetti e ristorantini che ci attende per la notte.

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Giorno 5

UNA GIORNATA DI RELAX SULLE SPONDE DEL LAGO

Dopo tanti km percorsi decidiamo di rilassarci e goderci un pochino i dintorni del lago senza una vera meta ma lasciandoci guidare dalla curiosità cercando di osservare il lago da altre prospettive. La zona conserva una complessità paesaggistica e culturale che non è propria di nessun altro luogo al mondo e volevo darmi tempo per cogliere tale complessità.

Prendiamo le biciclette e cominciamo la nostra sgambettata tra la natura. Una giornata rilassante e inaspettata.

Non avevo idea delle condizioni del percorso, ma mi avevano detto che mi aspettavano una ventina di chilometri per lo più in piano e così è stato.
In mezza giornata sono riuscita a raggiungere il villaggio di MAIN THAUK e farmi avvolgere nuovamente da quegli scorci di vita quotidiana locale che tanto mi affascina. Il villaggio è attraversato da un ponte in legno lungo quasi mezzo chilometro, che collega la parte del centro abitato costruita sulla terra ferma a quella costruita sulle palafitte. In questa zona esiste anche una vineria. SI! UNA VINERIA!!!! Vino Birmano? La curiosità è troppa, decidiamo di assaggiarlo e raggiungere la vineria per il pranzo. Il risultato è una vista mozzafiato decisamente migliore del vino!

il fascino e l’autenticità del Lago Inle non sono affatto andati perduti, nonostante l’avvento di migliaia e migliaia di visitatori che ogni anno giungono al suo cospetto.

Alle 19:00 esperienza che segnerà il tour in modo significativo: “VIP” BUS notturno per Mandalay 170 km in circa 9 ore…. Servono ulteriori dettagli?

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Giorno 6

MANDALAY

Qui abbiamo definitivamente capito che:

  • ai birmani piace molto suonare il clacson. Strombazzano per dire “Ciao, esisto”, non “Spostati” o “Muoviti è verde” come in centro Milano. Anche perchè i semafori non esistono, vige la legge del più forte. La circolazione su strada si effettua in 4 fasi: Arrivo deciso, strombazzata di clacson, conquista dell’incrocio e scatto felino cercando di investire un pedone  o urtare una moto. Ecco, il gioco è fatto!
  • Ai birmani piace masticare e…sputare. Dopo giorni di disappunto continuo a non abituarmi al Betel un masticatorio che viene preparato in bancarelle con foglie di betel, noce di areca, calce e tabacco. E’ impossibile non restare colpiti dalle innumerevoli macchie rosso-sanguigne che lordano le strade e da uomini e donne dalle labbra gonfie e dalla bocca tinta in rosso cupo e dai denti neri, che sputacchiano con una straordinaria frequenza. Sono i masticatori-sputatori di betel, mentre le chiazze purpuree notate nelle strade sono gli sputi rossastri cui continuamente li costringe l’aumento di secrezione salivare provocato da esso.
  • ci si sveglia presto, anzi prestissimo. Già dalle prime ore dell’alba le città sono vive più che mai. Vuoi per andare al mercato che apre prima dell’alba, vuoi, se sei uno dei mezzo milione di monaci del Paese, per cominciare a raccogliere offerte dei generosi che provvedono al tuo sostentamento. Vuoi, se sei un devoto o un turista curioso, per raggiungere il tempio di Mahamuni e assistere al lavaggio del viso di Buddha ricoperto d’oro che si svolge ogni mattina tra le 4 e le 4:30 ( Per noi, profani, è un teatrino un po’ ridicolo, ma sapere che per loro è uno dei riti più sacri mette una certa soggezione).

Mandalay è la capitale culturale e, oltre al suo palazzo reale, colpisce perle numerose botteghe di sculture di statue in pietra di Buddha, i laboratori di giada e di lacche, e i laboratori di fogli d’oro sottilissimi che i fedeli comprano e applicano sulle statue sacre nei templi.

Una tappa obbligata è Sandamuni Paya, contenente il libro più grande del mondo (15 libri dei tripitaka, le scritture classiche buddhiste), scritto su 729 lastre d marmo ciascuna collocata nel suo piccolo stupa.

Per il tramonto raggiungiamo Mandalay hill, decisamente fotogenica.

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Giorno 7

LE ANTICHE CAPITALI ( ARAMAPURA- MINGUN- SAGAING-INWA- PONTE U BAIN)

Ecco il giro programmato con il nostro driver per tutta la giornata (costo circa 30 dollari):

Amarapura – Maha Ganayon Kyaung, un monastero dove ogni giorno è possibile assistere alla distribuzione del pasto ai monaci. I monaci fanno solo 2 pasti al giorno e il secondo deve essere fatto entro mezzogiorno. E’ un rito che assolutamente vi consiglio di vedere! Dopo aver assistito al pasto, girate per il monastero (visibile solo dall’esterno) per vedere come vivono i monaci, ma fatelo in modo discreto. Io non ho potuto approfondire perchè una folla di turisti cinesi rumorosi ha rovinato un momento intimo e meditativo a cui tenevo particolarmente.

Sagaing – con le sue pagode e la collina panoramica.

Mingun – In questa piccola cittadina la Mingun Paya la fa da padrona, una parte di quello che  avrerebbe dovuta essere la pagoda più grande al mondo se non fossero stati interrotti i lavori dopo la morte del re. Proseguendo il giro si arriva alla Mingun Bell, un’enorme campana che per anni è stata la più grande del pianeta. Infine la Hsibyume Paya, una pagoda disposta su sette terrazze bianche ondulate… molto suggestiva ma INFUOCATA!!!

Ava (Inwa) – Per arrivarci siamo saliti su una barchetta in legno per attraversare il fiume Poi saliti su un calesse per il giro della città. Il giro in calesse tra i banani è la vera esperienza qui!

A conclusione della giornata il tramonto sul ponte U-Bein ad Amarapura, ovvero il ponte pedonale in legno più lungo del mondo! Preso d’assalto all’ora del tramonto, resta comunque l’orario migliore per ammirarlo.

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Giorno 8

BAGAN

Partiamo all’alba con Bus locale per Bagan. 6 ore di fermate tra i villaggi, buche e strade sterrate. Se Mandalay è rumore, Bagan è meditazione. L’atmosfera mistica è palpabile ad un primo sguardo, nonostante la moltitudine di visitatori che però sono tutti “viaggiatori” più che turisti e questa è la salvezza. Saliamo sul nostro bel tuc-tuc alla scoperta degli oltre 2000 stupa e templi della zona…. Dopo i primi 10 siamo talmente accaldati che fatichiamo a goderci lo spettacolo e cediamo ad una pausa ristoro davanti all’ANANDA Pahto, bello e scintillante in parte ricostruito, all’ombra di pietre millenarie che, nel 2016, un terremoto ha rischiato di far venir giù come birilli.

Ma è all’ora del tramonto che restiamo senza fiato. Sono il silenzio in cui cadiamo, quando smettiamo di correre tra un sito e l’altro, e lo spettacolo naturale a rapirci, quando, da un’altura scorgiamo il calar del sole, una vera opera d’arte.

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Giorno 9

VISITA DI BAGAN DALLA MONGOLFIERA.

Si, questa è l’esperienza forse più turistica del viaggio ma, vale davvero la pena. Ogni mattina, prima del sorgere del sole, sopra i templi di Bagan è possibile ammirare una danza davvero suggestiva: decine di mongolfiere si alzano in volo e regalano uno dei momenti più emozionanti di un viaggio in Myanmar.

Il pick up concordato dall’Italia è alle 5 di mattina per raggiungere il campo dove una squadra addestrata e organizzata di uomini prepara le mongolfiere man mano che le luci dell’alba illuminano i nostri visi ancora assonnati. Tra un caffè e qualche biscotto per carburare è ora di salire nel cestone che ci porterà a sorvolare la piana e abbracciare la moltitudine di templi con lo sguardo.

Mentre si sorvolano i templi il nostro pilota Paolo ( Piemontese doc che non vede l’ora di scambiare due chiacchiere con turisti italiani) racconta la storia del volo in mongolfiera e indica le pagode più rinomate. Si conclude il volo alle 7:30, atterrando su un isolotto dove ad attenderci c’è la nostra barchetta pronta a partire ma non prima di un brindisi con un buon bicchiere di Champagne!

Stanchi ma appagati trascorriamo l’ultimo pomeriggio a farci coccolare in un resort… riposo meritato prima del volo di rientro per Yangon.

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I momenti che non dimenticherò di questo incredibile viaggio sono tantissimi e ci tengo a scriverli in questo blog, per fissarli ancora di più nella mia memoria, quasi a volerli stringere ancora di più nel cuore.

In queste ultime righe vi porto nel mio Myanmar, mettendo da parte siti archeologici, pagode e paesaggi… riassumendo sensazioni altalenanti, esperienze vissute e cose viste, con un po di nostalgia per un paese che solo a tratti mi ha comunicato la voglia di farcela ma che mi ha offerto sempre la sua infinita ospitalità.

I momenti che non dimenticherò mai:

  • Quando siamo arrivati a Yangon e la nostra faccia scrutando in una città spettrale e lontana anni luce da noi
  • Quando abbiamo cercato rifugio nel resort per il pranzo e la pioggia torrenziale
  • Quando abbaimo capito che avremmo dovuto convivere con gli scatarri
  • Quando abbiamo visto Il primo tramonto a Yangon e la nostra prima pagoda, la più bella, la più grande
  • Quando abbiamo tolto le scarpe la prima volta, e la seconda, e la terza, la quarta …. e poi fatto l’abitudine incrociando virtualmente le dita affinché il pavimento fosse abbastanza pulito e capito che il segreto è: non-farsi-domande
  • Quando abbiamo tappato lo scarico della doccia con le ciabatte per paura degli animali
  • Quando ho recuperato lo zaino davanti all’aereo a eliche direttamente sul carretto all’arrivo  Loikaw
  • Quando ci siamo fermati in un paesino sperduto rurale e i bambini all’uscita dalla scuola ci osservavano curiosi
  • Quando la famiglia delle donne giraffa ci ha invitati a pranzo. Non appena sono entrata nella loro casa mi sono sentita a disagio: una baracca che cadeva praticamente a pezzi, con pentole terrificanti e condizioni igieniche altamente discutibili. Mai come quella volta ho messo in pratica il concetto di gratitudine e all’improvviso quella casa fatiscente nella mia mente aveva assunto le sembianze di un castello
  • Quando siamo usciti per cercare un ristorante in un paese praticamente fantasma e siamo rientrati in hotel in 5 minuti
  • Quando abbiamo preso la barca la prima volta e setito profumo di fior di loto con un rumore assordante
  • Quando abbiamo visto bambini lavarsi nel fiume sorridere
  • Quando abbiamo visto prendere acqua dal lago, lavare i piatti e scaricare nello stesso punto del lago
  • Quando abbiamo aassistito alla partita di calcio di squadre locali e festa del paese
  • Quando abbiamo dormito in una palafitta con i rumori assordanti della natura
  • Quando abbiamo comprato l’anello d’argento
  • Quando abbiamo pranzato da soli nel ristorante nella giungla
  • Quando abbiamo preso la bicicletta
  • Quando abbiamo visto bambini dalle finestre con le tende-pantaloni fare ciao con la mano
  • Quando ci siamo fermati con bus notturno all’autogrill, poi all’altro (!!!!!) poi al confine come deportati e infine all’arrivo in hotel
  • Quando abbiamo incontrato l’unica coppia italiana
  • Quando abbiamo visto i monaci novizi raccogliere le offerte dalla gente del posto, stringendo tra le braccia la loro scodella.
  • Quando abbiamo visto per la prima volta l’apribottiglie artigianale
  • Quando il monaco sul bus ha mancato la bottiglietta sputacchiera
  • Quando all’alba a Bagan ci siamo alzati da terra, il momento esatto in cui ho visto le mongolfiere librarsi nell’aria, sovrastando la valle dei Templi.
  • Quando scimmietta curiosa ho scoperto l’acce del water Giapponese docciandomi per intero

Ma su tutto non dimenticherò mai la dignità di un popolo ospitale che non perde occasione di regale un sorriso e aiutarti come può, e la cantilena di una lingua incomprensibile di cui ricorderò per sempre il suono del saluto “MINGALARBAR”.

Per leggere il mio personale pensiero sul MYANMAR, leggete l’articolo: “Birmania, un viaggio nel tempo”

I mille volti di Berlino

Berlino, Tra passato e futuro

BERLINO: la città dalle mille anime con tante storie da raccontare, tra passato, presente e futuro

Se avete seguito il mio breve weekend a Berlino su INSATGRAM, avrete percepito che la città mi ha colpita piacevolmente e mi ha lasciato molto nel cuore.

Ho avuto l’occasione di cantare ad un evento in centro città e così, come spesso mi capita, ho colto l’occasione nei due giorni successivi per vivere un po’ la città.

In questo articolo, cerco di riassumere le mie impressioni, le mie emozioni e ciò che Berlino, anche se in pochissimo tempo, è riuscita a trasmettermi. 

SE SIETE INTERESSATI ALLA GUIDA TURISTICA “Berlino in 2 giorni” seguite questo LINK.

 

Berlino è una città che urla a gran voce la voglia di lasciarsi alle spalle i drappi macchiati di rosso. 

Berlino è un prisma dalle innumerevoli facce, tal volta grigie, fredde, spettrali, altre volte colorate dallo spirito fortemente libero.

A Berlino si fondono culture e mondi diversi, si respira la libertà di espressione; una città ancora oggi ricca di memoria che, con il suo muro discontinuo, fa riflettere e allo stesso tempo stupire per come questa visibile ferita sia proprio oggi un simbolo di voglia di rinascere. Un luogo d’incontro per Artisti effervescenti. 

A tratti la città potrebbe deludere, in particolare la zona di Alexanderplaz, un trionfo di architettura anni ’60 mal assortita. Ma forse è proprio ciò che vuole trasmettere questa città, dai mille volti, proprio quel senso profondo di libertà, di diversità sinonimi di bellezza.

 

Tra EST e OVEST, passeggiando per le vie di Berlino il forte fallimento della storia si tocca con mano; palazzi decadenti e rovine desolate e un socialismo ancora tangibile si alternano a palazzi in restauro e di design che comunicano l’attuale voglia di reinventarsi come impero underground.

Incredibile è l’efficienza dei mezzi pubblici, come se avessero voluto dirci ” ORA RICOSTRUIAMO E LO FACCIAMO AL MASSIMO”.

Cultura, storia e architettura prussiana  che si fondono con arte postmoderna tra vetro, cemento e acciaio. 

Un caos architettonico razionale, tristezza ed entusiasmo, aria di disagio ma  grandi comodità…. Questa è per me Berlino, un melting pot che ti tocca l’anima ma ti proietta verso un futuro migliore e creativo.

 

Avete solo due giorni a disposizione per visitare Berlino? 

Leggete il mio articolo ” BERLINO IN 2 GIORNI” e Buon viaggio!

 

Vale

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Berlino in 2 giorni, Weekend tra passato e presente

BERLINO in
2 GIORNI

Eccomi di ritorno da Berlino, città in cui architetture e design si fondono… passato, presente e futuro in un mix che sa stupire.

Abbiamo solo 2 giorni (SABATO pomeriggio, domenica intera giornata e lunedì mattina).

Il programma è fittissimo e abbiamo paura di non riuscire a rispettare le nostre tappe (col senno di poi, posso dirvi che tenendo un buon ritmo si può fare tutto).

QUI DI SEGUITO IL MIO DETTAGLIATO PROGRAMMA DI VIAGGIO.

SE INVECE VOLETE SAPERE LE MIE PERSONALI IMPRESSIONI QUESTA CITTA’ DA NON PERDERE:

cliccate qui!

GIORNO 1

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Dopo aver preso possesso della camera d’albergo nella zona di Friedrichstrasse (CONSIGLIATA),

ci incamminiamo subito per BEBELPLAZ  con il suo TEATRO dell’OPERA, PALAZZO dell’UNIVERSITA’ e la CATTEDRALE DI ST. EDVIGE.  Questa piazza fu il luogo dove si eseguì il famoso rogo di libri, considerati inappropriati dai nazisti.

Da qui, proseguendo a piedi, raggiungiamo Gendarmenmarkt, una delle piazze più eleganti di Berlino. Un perfetto scorcio per godere di tutta la maestosità che caratterizzava Berlino prima dei danneggiamenti provocati dalla seconda guerra mondiale.

Due edifici gemelli, il Deutscher Dom (Duomo tedesco) e il Französischer Dom (Duomo francese), posti uno di fronte all’altro, inframmezzati dalla presenza della Konzerthaus (Sala dei concerti). Consiglio di visitare il Duomo tedesco. Al suo interno una struttra totalmente rinnovata in cemento… il primo grande contrasto tra VECCHIO e NUOVO…. Particolare.

Da qui, sempre passeggiando raggiungiamo il quartiere NICOLAJVIERTEL. Nei vicoli di questo angolo di città si trova il nucleo storico di Berlino.

Mentre, nel ‘700 e nell’ 800, la città subì una rapidissima espansione che cambiò radicalmente il suo volto, il Nikolaiviertel rimase più o meno quello che era, caratterizzato soprattutto da casette e botteghe di piccoli artigiani e case residenziali della borghesia di Berlino.

Ma nonostante il fatto che oggi, in questo quartiere, si respira una Berlino completamente diversa e più autentica del resto della città, il visitatore sarà sorpreso venendo a sapere che, fino agli anni ’80 del secolo scorso, di tutto quello che si vede e si ammira oggi non c’era quasi traccia. Il quartiere era stato quasi interamente distrutto durante la seconda guerra mondiale poi ricostruito.

ecco a pochi minuti a piedi, comparire in lontananza il DUOMO. Noi siamo saliti sulla cupola per poter godere subito di una visuale dall’alto d’insieme.

Ultima tappa della giornata ALEXANDERPLATZ.

Quando si raggiunge la Torre della Televisione dal centro di Berlino, che oggigiorno continua ad essere uno degli edifici più alti d’Europa, si può pensare che ci si trovi ad Alexanderplatz, la piazza, in realtà, è situata dietro la torre.

Attualmente tutta questa parte della città è considerata un’unica zona ed è pedonale.

Con fatico troviamo l’orologio Mondiale, che segnala l’ora di tutte le città del mondo, e la Fontana dell’Amicizia tra i Popoli. Entrambi i monumenti furono installati nel 1969 ma devo ammettere che non mi hanno entusiasmata.

Nella piazza, con giardini della parte ovest della torre, si possono osservare tre importanti monumenti: la Chiesa Marienkirche, costruita nel 1380, la Fontana di Nettuno il Municipio Rosso, il cui nome deriva dal colore dei suoi mattoni.

GIORNO 2

Sveglia presto, le cose da vedere sono molte … Prima tappa il CHECK POINT CHARLIE.

Un importante simbolo della Guerra Fredda, il Checkpoint Charlie era un noto posto di blocco sul confine tra i settori nel Muro di Berlino. In funzione fino al 1990, collegava il settore di occupazione sovietico (quartiere di Mitte) con quello americano (quartiere di Kreuzberg). Vi era ammesso il passaggio solo di militari delle forze alleate, di diplomatici e di quei cittadini stranieri che avevano il diritto di andare da una parte all’altra di Berlino. Ora qui potete trovare una guardiola dell’esercito americano ricostruita nei minimi dettagli ma UN TANTINO TURISTICA COME META. Se avete del tempo disponibile, potere visitare la Topografia del Terrore e vedere l’edificio di Luftwaffe, che si trovano vicino.

FERMATA DELLA LINEA U6 – KOCHSTRASSE .

A piedi, circa 1 km abbondante, arriviamo a POSTDAMER PLATZ  (masterplan di Renzo Piano). Dalla caduta del Muro i palazzi di Potsdamer Platz sono diventati il simbolo della nuova Berlino. Dopo essere stato un immenso spiazzo desolato, una no man’s land durante gli anni della divisione, negli ultimi trent’anni la piazza è ritornata ad essere un punto di riferimento della vita berlinese. I migliori architetti del mondo hanno contribuito, con i loro progetti, a farla rinascere.

Tra i palazzi più importanti: il Sony Center , Il Blue-Max Theater, La Torre Debis, La Bahntower, La Kollhoff Tower.

A pochi passi, lasciandoci alle spalle Postdamer, il MEMORIALE DELL’OLOCAUSTO, il più grande mausoleo al mondo alle vittime della Shoah dopo quello di Israele.

2711 blocchi di cemento rettangolari sono posti su una superficie ondulata, a creare un effetto claustrofobico di grande intensità e partecipazione emotiva: i vari blocchi da fuori sembrano di altezza simile, anche se in verità hanno altezze diverse (da 20 cm a 4 metri di altezza), e sono realizzate secondo il progetto per disorientare e rappresentare un sistema teoricamente ordinato, che fa perdere il contatto con la ragione umana in una solitudine che crea angoscia.

Decisamente sorpresi da quest’opera appena visitata, ci dirigiamo verso la PORTA DI BRANDEBURGO, Simbolo della città. Ai tempi del Muro era l’emblema della divisione delle due Germanie mentre, dopo la caduta del Muro, è diventata la rappresentazione della Germania unita.

Attraversando la porta di Brandeburgo, si arriva al REICHSTAG , il palazzo del Parlamento Tedesco. Merita assolutamente una visita, se non altro per la cupola in vetro, raggiungibile con un ascensore. E’ ASSOLUTAMENTE necessaria la prenotazione in anticipo sul sito ufficiale (almeno 1 settimana prima!!!!!!!!!) LA VISITA è GRATUITA.

https://visite.bundestag.de/BAPWeb/pages/createBookingRequest.jsf?lang=en

Nel pomeriggio ci siamo spostati sull’ ISOLA DEI MUSEI. Noi simao amanti dell’arte ma, anche se non dovesse essere la vostra “materia preferita” credetemi, Entrate almeno a vedere i palazzi e gli interni, merita davvero.

Gli imperdibili (GIA’ in ORDINE DI VISITA):

BODE MUSEUM , celebre museo di arte a Berlino, dedicato alla scultura, alle arti applicate ed alla numismatica dall’Antichità al Settecento. PALAZZO STREPITOSO sia all’esterno che all’interno.

Opere di grande qualità che spaziano dal Medioevo al Diciottesimo secolo, e comprende anche capolavori di Donatello, Bernini ed Antonio Canova.
Stupenda la collezione di  Arte Bizantina che comprende sarcofagi, sculture, avori e mosaici, a partire dall’età Romana sino alle origini del periodo Bizantino.

MUSEO PERGAMON , tappa obbligatoria per chi visita Berlino.

Anche chi non si interessa particolarmente di arte o di archeologia rimarrà impressionato soprattutto dalle opere monumentali che ospita il museo.

Il museo prende il nome dall’antica città di Pergamo in Turchia dove sono state trovate la maggior parte delle opere esposte. In realtà il museo ospita tre collezioni diverse:

  • la collezione di arte antica (Antikensammlung)
  • il museo dell’Asia Anteriore (Vorderasiatisches Museum)
  • Il museo dell’arte islamica (Museum für islamische Kunst

All’interno :

L’altare di Pergamo, il Tempio di Atena, la Porta del mercato di Mileto.

MUSEO ALTES, il più importante di arte del Diciannovesimo secolo in Germania ospitato in un imponente edificio neoclassico.

MUSEO NEUES, museo dedicato all’arte, dalla preistoria al medioevo. Un grande edificio neoclassico progettato da un architetto Prussiano.

Per cena abbiamo deciso di goderci la città dall’alto, scegliendo il ristorante della TORRE della TELEVISIONE in ALEXANDERPLATZ. ( circa € 20 la salita +  € 60 a testa la cena). Un po’ turistico? Forse si ma, vi assicuro che veder nevicare da lassù accompagnati dalle note del pianoforte e un buon vino è stato magico.

GIORNO 3 

Dedichiamo la mattinata a nostra disposizione prima del volo di rientro alla EAST SIDE GALLERY Un mix di arte e storia, un museo a cielo aperto.

Dal 1989, la maggior parte del Muro che divideva la città venne abbattuto. Tuttavia, lungo la Mühlenstraße ne rimase in piedi un tratto lungo circa 1 Km.

È quella che divenne la galleria all’aria aperta di numerosi artisti provenienti da ogni parte di mondo.

106 murales colorati inneggiano all’ottimismo, alla felicità, al senso di cambiamento. I più famosi sono il Test the Best di Birgit Kinder, che rappresenta un’automobile Trabi che sfonda il Muro, e Il Bacio mortale di Dimitrij Vrubel, che ritrae Erich Honecker e Leonid Breznev mentre si baciano appassionatamente. Ci siamo divertiti a percorrere questa via e a immortalare le opere…. nonostante un freddo polare!!!!

Per raggiungerla, la fermata della metro è Warschauer. (U1 oppure U3).

Nel pomeriggio volo di ritorno …

CONSIGLI EXTRA: 

Il cibo non è di sicuro il fiore all’occhiello della Germania ma, in città godetevi un OTTIMO KEBAB… i turchi qui sono numerosi e i KEBAB notevoli.

Per il dopocena il MITTE resta il quartiere migliore.. divertitevi a trovare le birre a 1 euro!

TRASPORTI e SPOSTAMENTI: vi consiglio di prendere direttamente all’aeroporto all’arrivo (appositi banchetti dedicati) la BERLIN CARD (48 €) potrete accedere a tutti i musei gratuitamente e a tutti i mezzi di trasporto per 72 ore!!!!!!!! CONVENIENTE!!!!

I voli sono economici, non perdete tempo, fate un salto a Berlino e immergetevi in una città triste e vivace allo stesso tempo,una città tra passato presente e futuro!

Quattro giorni a NEW YORK, cosa fare. Compleanno nella grande 🍎 … con sorpresa! Diario di Viaggio

Quattro giorni a NEW YORK, cosa fare Compleanno nella grande 🍎 … con sorpresa! Diario di Viaggio

Per la mia amica Paola abbiamo organizzato un mini tour nella splendida NYC per festeggiare il suo compleanno, con partenza il 04 gennaio.. certo i giorni previsti erano 5 e così oltre a rivedere la città, avremmo dato sfogo al nostro consueto SHOPPING CONPULSIVO da saldi ma, non avevamo “previsto” l’IMPREVISTO. Proprio così !

A New York a gennaio FA FREDDO! E ancora peggio NEVICA ❄️❄️

Ebbene, dopo aver lasciato altri amici sparsi negli aeroporti europei ai quali già avevano cancellato i voli che li avrebbero portati a New York dove una bella REUNION avrebbe dato il via alla nostra vacanza, noi andiamo a DETROIT.

Certo, queste compagnie aeree potrebbero valutare delle ridenti cittadine calde, magari zona Caraibi per ospitare gli oltre 300 passeggeri in balia delle intemperie.. magari con un bel cocktail mojto di benvenuto e cena di pesce sulla spiaggia! Ma niente da fare da città fredda a città FREDDISSIMA!

COSA FARE UNA SERA A DETROIT?

Ma una bella “ciaspolata” ( si fa per dire) nella neve fresca, dall’hotel al ristorante ci permette subito di assaporare il clima americano..

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Partiamo con i nostri scarponcini da neve nuovi e via, sulla neve fresca per raggiungere il ristorante che poi di ristorante ha solo il nome ma del resto… siamo negli USA!

Come prima serata, e’ andata..

NEW YORK GIORNO 1  –  DETROIT to NEW YORK  –

La compagnia aerea ci propone, causa assenza di voli disponibili, di partire con un BUS stile carro bestiame per 10 ore, ma noi, impavide e anche un po’ abituate a gestire i nostri tempi, cogliamo al volo l’occasione proposta da un un altro passeggero come noi in attesa di istruzioni.

Si Parte in auto!!! 10 ore attraversando tutta la Pennsylvania con quello che presto diventa il nostro nuovo amico David.

Questa e’ la magia del viaggio.

Sentir raccontare nuove storie, conoscere nuovi amici e visitare luoghi che mai avremmo pensato di vedere.

Prendendola con filosofia…

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….E sfidando le intemperie!

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Finalmente alle 21 arriviamo a destinazione🎉🎉

L’hotel scelto per passione della festeggiata e’ “Hudson Hotel”, famoso per essere stato rinnovato dal designer PHILIPPE STARK nel ’97.

🗽

Cena da Serendipity .location dell’omonimo film e a letto.


SERENDIPITY RESTAURANT: È un piccolo ristorante vicino al centro di New York in cui è stato ambientato l’omonimo film. Localino particolare ma nulla di così fuori dalle righe.

CONSIGLIO: Meglio prenotare perchè è molto piccolo. La loro specialità è frozen chocolate, un dolce simile alla cioccolata calda ma congelata.. UN PO TROPPO DOLCE PER ME MA PROVATO!


NEW YORK GIORNO 2 

( ROCKFELLER CENTER – PUBLIC LIBRARY – MOMA)

Cominciamo ufficialmente la nostra breve ma intensa vacanza e la prima tappa, essendo in zona Columbus station sarà la TRUMP TOWER, seguita dalla 5th Con St. PATRICK, TIFFANY and ROCKFELLER CENTER.

Nonostante alcuni di noi avessero già visto NY in passato, scegliamo di salire al TOP OF THE ROCK, punto panoramico su Manhattan in cima al ROCKFELLER center. E’ sempre una vista mozzafiato, devo ammetterlo è ottima location per scattare belle foto ( nonostante il clima sempre poco favorevole, intorno ai -20 gradi!!!!)

img_0614-1.jpgNY in 4 giorni 1NY in 4 giorni 2

Mentre dall’Italia chiamo tutti preoccupati per il nostro assideramento, noi continuiamo a spassarcela su e giù per la 5th strada tra una boutique e l’altra, un po’ per curiosare e prepararci al nostro consueto shopping, un po’ per riscaldarci, fino ad arrivare alla PUBLIC LIBRARY, un luogo sempre affascinante !

Per la sera, abbiamo prenotato un musical a Broadway, imperdibile se trascorrete qualche giorno nella grande mela.


CONSIGLIO MUSICAL:

Noi abbiamo scelto “COME FROM AWAY”, che consiglio, decretato il miglior musical dell’anno che racconta la storia di oltre 6000 passeggeri dirottati per sicurezza in un piccolo paesino canadese il giorno dell’attacco alle torri gemelle dell’11 settembre accolti da persone generose pronta ad offrire aiuto e soprattutto la propria amicizia.

( i testi non sono semplicissimi ma se andate prepararmi, anche se non siete esperti d’inglese, si può fare!!)

4 gg a NYC ? Si può fare !!!!!

4 gg a NYC ? Si può fare !!!!!

Hamburger e patatine e poi nanna.

NEW YORK GIORNO 3

(HARLEM –  SOHO – WORLD TRADE CENTER – PONTE DI BROOKLYN – WALL STREET)

Per nostra fortuna e’ domenica è così subito propongo al gruppo si andare nella zona di Harlem per assistere ad una messa gospel la’, proprio nel quartiere in cui nasce questa musica. Dopo un’accurata ricerca e un po’ di fortuna, arriviamo alla “FIRST CORINTHIAN BAPTIST CHURCH”! Non potevamo scegliere di meglio.


CONSIGLIO: DA NON PERDERE ASSOLUTAMENTE.

Arriviamo puntuali per al messa delle 10,30 e piano piano la platea si riempie di fedeli.

A parte i cantanti ovviamente meravigliosi, una platea gremita ed un pastore davvero “motivante” e positivo, siamo accolti in quanto ospiti in un modo davvero speciale! Ebbene sì, dopo i primi canti, chiedono a tutti gli ospiti e i nuovi arrivati di alzarsi e, dopo il benvenuto del pastore e dei fedeli, ci chiedono di abbracciarci, si! Avete capito bene, abbracciamo una decina di persone sedute vicino a noi e subito il cuore si riempie di felicità. Un’esperienza bellissima, starei a NYC anche solo per poter recarmi ogni domenica in questo luogo magico.

Ancora con i cuori riscaldati dalle belle parole del Pastore, attraversiamo una parte di Harlem e Central Park a piedi ma poi, a causa della temperatura troppo rigida, optiamo per un bus lungo la 5th strada fino a raggiungere l’arco di Washington SQUARE alla scoperta del quartiere SOHO.

SoHo è una delle zone più interessanti di NYC.

Il nome della zona deriva dall’acronimo di   “South of Houston” (a sud di Houston).

SoHo era un quartiere bohemien di artisti che abitavano in svariati loft, nemmeno riconosciuti come abitazioni legali, e gallerie d’arte molto particolari. Oggi è diventato talmente costoso che tante della gallerie si sono spostate al limite occidentale di Chelsea, mentre gli artisti hanno dovuto abbandonarla in massa alla ricerca di luoghi dove gli affitti sono molto più bassi. Oggi SoHo è un quartiere di boutique di lusso, ma le sue stradine conservano ancora un po’ del fascino originale. Un bel quartiere da girare a piedi. (2 h circa)

Prima di pranzo, su suggerimento di David, compagno di disavventure conosciuto a Detroit, decidiamo di giocarci una birra a CALCIO BALILLA  in uno scontro all’ultimo sangue tra uomini e donne al FAT CAT, Locale che consiglio, magari in orario serale in cui è possibile giocare a calcetto e Ping pong mentre una band jazz di grande qualità si esibisce in questo luogo d’altri tempi!

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Dopo un pranzo mooolto ammmmericano, nel pomeriggio visita del WORLD TRADE CENTER con museo dell’11 settembre ( consigliato), passeggiata gelida sul ponte di Brooklyn e wall Street ( il tutto fattibile velocemente in 4/5 ore).

New York in 4 giorni 5

NYC in quattro gironi 4

Rientro in hotel, 1 ora di relax e pronti per la cena in una delle migliori steakhouse della città che consiglio vivamente :

KEENS!

Comincia a nevicare .. decidiamo di rientrare in hotel, anche oggi -20 gradi!

NEW YORK GIORNO 4

(CHELSEA MARKET – SHOPPING)

E’ nuovamente una splendida giornata di sole e gelida ma noi, non ci facciamo spaventare facilmente!

Direzione CHELSEA MARKET

Non ero così convinta di andare in questo posto ma ho dovuto ricredermi.


INFO: Il mercato gastronomico di New York Chelsea Market

Come early, stay late. È il motto del celeberrimo Chelsea Market di New York, aperto sette giorni su sette nell’omonimo quartiere di Chelsea, 9th avenue, tra la 15th e la 16th. Una food court d’eccellenza, come tante se ne incontrano oggi nella metropoli americana. ricavata negli ex locali di una fabbrica di biscotti Oreo, e oggi Mecca gastronomica per chi visita la città. Tra le delizie da gustare sul posto due sono i piatti forti: l’astice bollito da consumarsi ovviamente e per forza “a mani nude” oppure il lobster roll: una fetta di pane dolce, tiepida, ripiena di polpa (pulita) di astice .  Troverete anche varietà di ostriche, aragoste e granchi provenienti dalla coste del Maine e del Connecticut.


Rientro RIGOROSAMENTE a piedi verso la 5th strada ( stiamo mangiando troppo, bisogna smaltire!!!!!!!)

Direzione Per alcuni di noi MOMA per altri shopping!

Per cena un buon sushi e un cocktail in un nuovo locale cool sulla 27th “OSCAR WILDE” in cui finalmente presentiamo in nostro nuovo amico americano David al resto del gruppo!!!!!

GIORNO 5 Ancora sole e finalmente, qualche vado in più, ottima condizione per un giretto in central Park e ultimo “giro shopping” per noi donzelle !!

E’ ora di raggiungere l’aeroporto.

Certo, abbiamo perso quasi due giorni previsti per godersi la città ma, abbiamo trovato un amico, ci siamo divertiti e  ci siamo goduti la città nonostante le temperature basse.

Your vagabond shoes, they are longing to stray
Il
o finisce qui.

Non avete ancora acquistato un volo X YNC? Allora fate ancora tuffo nelle emozioni che ci ha lasciato questo viaggio, vi invito a leggere l’articolo della festeggiata!

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Tra colori e ritmi cubani … L’HAVANA in due gironi? Qualcosa si può fare!

ALLOGGIO: CASA PARTICULAR zona HAVANA VEJA (zona consigliata!!!! E’ il cuore della città, perfetto per chi come noi, ha poco tempo e tanta voglia di scoprire l’atmosfera cubana!

cuba

Giorno 30 novembre, ore 4 del mattino.. siamo pronti a partire per un viaggio sognato da tanto tempo.. zaino in spalla, e via alla scoperta di questo popolo meraviglioso.

CUBA … ARRIVIAMO!!!!!!

Avrei talmente tante cose da raccontare che forse dovrei scrivere un blog totalmente dedicato a Cuba … Comincio con il raccontarvi qualcosa dell’Havana.. noi ci siamo stati due giorni, troppo pochi per godersi l’atmosfera di questa città incredibile ma qualcosa si può vedere e percepire … Qui di seguito le tappe che abbiamo scelto!

Havana giorno 1 

Arrivo in serata e subito siamo avvolti da un’atmosfera unica ..

Attraversare le strade dell’havana veja ci lascia un po’ interdetti ma ad un tratto ecco Plaza Veja con i suoi palazzi colorati, rumba ..

via verso il Marcades , Plaza des Armes, calle obisco, Castillo de la real fuerza, Plaza de la catedral.. ogni scorcio è’ una sorpresa!

Ecco una tappa obbligata (magari la prossima volta non prima di cena !!!!): LA BOTEGUITA DEL MEDIO, uno dei locali reso noto da Hemingway, dove poter assaggiare  cocktail li nati ed ora famosi in tutto il mondo.  Il Mojito più buono di Cuba non lo troverete qui ma l’atmosfera d’altri tempi di questo piccolissimo locale, vale la sosta.

Come dicono i cubani : “il Mojito ha bisogno del suo tempo di preparazione” affinchè la menta rilasci il suo sapore e poi, perchè secondo me, la fretta non è di certo nel loro DNA!!!!!!!

 

 

Cena, un po’ di musica con aragosta, tutto è’ perfetto.. poi di colpo il blackout! Si proprio il blackout della città vecchia(1 h di buio) che non ha aiutato il nostro jet leg perciò .. presto a nanna !

Giorno 2

HAVANA

La giornata nuvolosa da subito ci preoccupa ma presto capiamo che è un vantaggio visti i 30 gradi fissi già dal mattino! Le cose da fare sono tante perciò c’incamminiamo subito per la zona dei palazzi diplomatici , il teatro, il palazzo Bacardi, tra un’offerta di sigari di contrabbando e l’altra… Sì, perchè i primi giorni del mese, i cubani impiegati nelle fabbriche di sigari, ne hanno in omaggio dall’azienda. Beh, capire quali sono gli originali è davvero difficile per chi come noi, non fuma e non capisce praticamente nulla di sigari ma andare nelle abitazioni e scantinati privati è stato divertente!!!

poi via verso il museo del Rum Havana club (con tanto di assaggino alle ore 12) … e ho detto tutto!!!!!!!!!

Il pomeriggio prosegue con una visitina  in un posto abbastanza particolare (sarebbe meglio andarci di domenica mattina!!!!!!!!!!!!!!!!!!)

Callejon de Hamel, nel rione popolare di Cayo Hueso (Avana Centro), è uno dei centri della cultura afrocubana più interessanti e più visitati della capitale cubana. La strada, coloratissima e pittoresca, è stata ideata e realizzata da pittore cubano Salvador González ed è una vera e propria galleria d’arte a cielo aperto. Tutta la strada è stata decorata con murales, sculture e dipinti realizzati con materiali di scarto e che trasmettono al visitatore la spiritualità, l’energia e la magia di questo luogo.


Il suo nome deriva dal leggendario Fernando Hamel, prima trafficante di armi e poi commerciante che prese sotto la sua protezione l’intero quartiere.

Nel 1990 Salvador Gonzales realizzò un grande murales lungo 200 metri che ritrae simboli, frasi e immagini di divinità africane. Il pittore abita nel quartiere in una casa che assomiglia ad una grotta.

Il fascino di Callejon de Hamel è anche arricchito dalla musica e dalla danza che ogni domenica mattina  ballerini vestiti di bianco, animano le vie con esibizioni di rumba. La domenica, intorno alle 11, vengono celebrati i riti della Santeria. Durante queste celebrazioni i partecipanti danzano freneticamente ai ritmi della rumba e cantano invocando gli spiriti degli Orichas.

Poi una bella corsa in bicicletta in 4 .. poca strada ma qualche risata!!!

Gelatino ……..

Plaza del la rivolution Vedado

Un tramonto al Vedado. Dopo aver esplorato la città in lungo e in largo sali sulla vetta dell’edificio Focsa. Siediti al bar La Torre, dell’ultimo piano, ordina un mojito e attendi un tramonto che ti riscalderà nell’intimo del tuo io. Il cielo si tinge di rosa, il sole cade lentamente nel mare, il panorama si colora di mille sfumature.

Plaza de la Revolución

Plaza de la Revolución. Una piazza degli anni ’20 con edifici dai colori spenti è la sede del governo cubano. Qui, davanti ai murales del Che [Hasta la victoria siempre] e di Cienfuegos, si tengono i maggiori comizi politici e le manifestazioni della festa del 1 maggio.

Sfortunatamente, il sole non è uscito per noi perciò in alternativa alla magia del tramonto, raggiungiamo il MALECON e visitiamo L’Hotel National, un vero tuffo nel mondo dei gangster americani!

CONSIGLIO: Scegliete di farvi scarrozzare  da una delle auto d’epoca americane parcheggiate di fronte all’Hotel. Una corsa al tramonto lungo il Malecon vi costerà dai 10 ai 15 CUC e vi lascerà ricordi meravigliosi.

Noi lo abbiamo fatto!!!!!!

Malecón e tour con auto d’epoca TARDO POMERIGGIO

Andarci di giorno e tornarci di notte. Ammirare la bellezza del lungomare, esplorare la vita notturna che si anima in quella zona, lasciarsi cullare dalla brezza marina, sedersi e ammirare il mare. Una gioia immensa ti scalderà il cuore, una vista panoramica ti sazierà lo sguardo: tu sentirai una vibrazione positiva salirti dalla punta dei piedi e arrivare velocemente fino alla mente.

Quando nel 1901 furono innalzati muraglioni in pietra per difendere la città dalla forza di correnti e uragani che sferzano l’isola durante la stagione piovosa, nessuno si sarebbe immaginato che il Malecón, il lungomare dell’Havana, sarebbe diventato il salotto della città, il luogo in cui da mattina a sera i cubani si sarebbero ritrovati, per passeggiare, pescare, scambiarsi due chiacchiere, darsi appuntamento e baciarsi fino all’alba, sfidando l’orizzonte, con le onde del mare che raggiungono addirittura la strada…

Per chiudere la giornata: El FLORIDITA !

Musica dal vivo coinvolgente, bella gente . Il daiquiri più famoso della città e anche buono! 6 CUC per un cocktail, un po’ caro per lo standard della città  ma nel prezzo è inclusa la magia dell’ambiente, con Ernest Hemingway al bancone!

Nei prossimi post continuiamo il viaggio cubano… vi aspetto!

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Il biellese, non solo viaggi ma anche  … viaggetti 😜. Una giornata tra le prealpi

IMPEGNO: Facile

DURATA: 2 km

Ebbene sì, ho iniziato a camminare seriamente ma soprattutto ad apprezzare l’energia positiva che arriva a contatto con la natura, tra boschi e piccoli centri, alla ricerca delle piccole cose.

Oggi vi racconto un breve percorso, fattibile in mezza giornata, nella zona di Andorno Micca…


San Giuseppe di Casto è una frazione del comune di Andorno Micca situata a 669 m s.l.m. Prima di essere aggregata a Andorno il paese fu capoluogo di un comune autonomo della bassa Valle del Cervo.

Alcuni sentieri permettono di raggiungere per boschi i vicini centri abitati di Selve Marcone, Colma, Tavigliano e Callabiana. A poche centinaia di metri da San Giuseppe, sulle pendici meridionali del monte Casto.

Noi, sei pazzi amici, scegliamo un anello dal centro della frazione fino al Santuario degli Eremiti!!! 4 km in un bosco facile e rigoglioso.

La chiesetta, detta anche delle formiche perché i fedeli dei paesi circostanti vi ricorrevano in caso di infestazioni di insetti, è situata a poche centinaia di metri dal paese nei boschi in destra idrografica del torrente Sobbia. Conserva un’abside del Cinquecento affrescata all’interno, mentre il resto dell’edificio è stato rimaneggiato in epoche successive.

Mi attrae il  ruolo centrale che hanno gli alberi e le piante nei miti e nelle antiche culture e sono certa  che le piante e il “rumore” del bosco influenzi in modo positivo sull’energia e il buonumore!
Un pomeriggio alternativo, adatto anche ai bambini ( se cammino io !!!!!!😜)!!!



Viola del pensiero, fiore profumato semplice,

raffinato, regala effluvi d’oli pregiati in petali 

dai colori belli 

e delicati.


Propiziatore d’amore rapisce il pensiero in 

obliato desiderio, come freccia di Cupido 

raggiunge il cuore di chi invaghito si lascia

catturare.


Il volto amato si può intravedere se tra i suoi

petali ti lasci insinuare, dono pregiato da

regalare per dire, pensami, 

non dimenticare!

(Carla Composto)

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Una giornata tra i monti della Valle D’Aosta : Champorcher

Altitudine: 2000 m circa


L’itinerario che porta al rifugio Dondena è molto facile e adatto a tutti!

Il luogo è suggestivo: in un’ampia conca di verdi pascoli, accanto ai ruderi delle cinque case di caccia reali

(costruite tra il 1858 e il 1860) sorge il rifugio Dondena, dove la vista spazia dalla valle stessa di Champorcher ai versanti meridionali del Mont Glacier e della Tersiva.

Come detto il panorama è già suggestivo e non è raro incontrare nei pressi del rifugio marmotte

(nelle ore di silenzio) e pascoli di capre e cavalli.


La durata del percorso fino al Dondena e’ di km 4 circa ! Arrivati ai piedi del rifugio ( a circa 15” di cammino dal rifugio) si trovano i resti della tenuta di caccia del re Vittorio Emanuele e i resti delle casupole dei partigiani, distrutte durante la guerra.

Un luogo incantato e ricco di cenni storici!!! Consigliato!!!
Prossimo giro, su al lago misurin!!!! Spero, l’importante e’ essere propositivi!!!!!

L’isola di Phuket: mare, sole e relax

VIAGGIO organizzato a MARZO 2016 (periodo consigliato). In questa parte di THAILANDHIA si può andare fino ad aprile, poi i monsoni non permettono più di frequentare queste zone.

DURATA: 10 gg

BUDGET di spesa: € 1500,00 compresi extra

HOTEL SCELTO: KATATHANI (consigliato)

La scelta della spiaggia di KATA noi è determinata dalla mia personale volontà di trascorrere una vacanza in relax su una delle spiaggia più belle dell’isola ma in posizione strategica ( 15 km dalla punta sud di Phuket, 30 km dalla bolgia assoluta di PATONG, dove per me ha senso andare 1 sera in tutto giusto per vedere cosa succede li e relativamente vicino a tutti i luoghi più turistici.2016-03-07 09.44.10

 

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ESCURSIONI:

Consiglio di fare queste escursioni

  1. PHI PHI ISLANDS Paradiso terrestre. Sono moltissime le agenzie che propongono queste escursioni. Personalemnte ho apprezzato molto la tappa a BAMBOO ISLAND (che non fanno tutti)

  2. ….oltre alle tappe classiche MAYA BEACH, PHI PHI e MONKEY  e VIKING CAVE.

     

  3. PHANGNGA BAY o JAMES BOND ISLAND . Gita interessante ma consiglio di farla prima di PHI PHI perchè altrimenti si perde un po il gusto essendo la gita PHI PHI decisamente più bella. E’ una giornata in zone Lagunari in un mare torbido tra mangrovie e gite in canoa. E’ un volto totalmente diverso ma interessante…

  4. ROK ISLAND consigliata, un po lungo il viaggetto in barca per arrivarci ma è un altro paradiso terrestre. CONSIGLIO QUESTA COMPAGNIA: ADVENTURE-WORLD con guida anche in italiano, sono davvero bravi e organizzati.

  5. SURIN E SIMILAN molto belle ma davvero lontane. Personalemnte ho rinunciato. Dettaglio in più, a Marzo ci sono tantissimi cinesi che invadono le isole, quindi forse motivo in più per evitarle se si va in questa stagione.

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SAFARI con Elefanti: io ho preferito affittare un motorino e passare nella zona senza fare proprio il safari. Vedere picchiare gli elefanti con un uncino in mezzo agli occhi non è uno spettacolo piacevole!!!!!!

 

 

ALTRE ISOLE : Consiglio KORAL  ma in questa zona cioè la punta a sud di PHUKET, ci si può organizzare da soli, risparmiando molto e godendosi meglio la giornata e la zona. NON SERVE UNA GITA ORGANIZZATA!!!!!!! LA partenza con barchette locali è da RAWAI. Con 2000 bath andata e ritorno si può raggiungere l’isola e fermarsi quanto si vuole.

RAWAI : Consiglio un giretto in questo paesino di pescatori oltre che per le gite alle isole del sud, anche per una mangiatina di pesce dalle 19. Infatti i pescatori arrivano qui con il pescato del giorno.. da un lato della strada i banchetti di pesce fresco dove contrattare, di fronte i ristorantini che ve lo grigliano… carina la cosa. ASSAGGIARE IL PESCE ROSSO!!!!

 

THE BIG BUDDHA: tempio costruito dopo lo Tzunami in memoria delle vittime con la raccolta fondi aiuti mondiale.

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ULTIMO DETTGALIO….. I tramonti della Thailandhia entrano nel cuore e non li scordi più … Una magia!!!!!

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L’aurora Boreale in Norvegia , il mio viaggio e CONSIGLI

L’Aurora Boreale in Norvegia , il mio viaggio e CONSIGLI!

DURATA : 5 giorni

QUANDO ANDARE: Il miglior periodo per vedere L’AURORA BOREALE in NORVEGIA è FEBBRAIO!

CLIMA: Solitamente in Febbraio le temperature medie sono intorno ai -25 ma il pianeta si sta surriscaldando e quindi noi non abbiamo mai sofferto freddo ( la punta massima ha raggiunto – 17). Il freddo è comunque diverso e più sopportabile. Durante le escursioni vengono fornite le tute termiche quindi niente paura.

ABBIGLIAMENTO: Noi abbiamo scelto un bel mix tra lana 100% e tessuti tecnici a strati alternati. E’ stata una scelta vincente!!! ESEMPIO: Canottiera (della nonna!!!) di lana sottile sulla pelle + Micro pile Intimo + Maglione lana 100% + pile (questi ultimi potete anche invertirli) + giacca da sci. Guanti preferibilmente Muffole così le dita non si congelano e CAPPELLO OBBLIGATORIO!  Calze 2 paia di lana o tecniche + calzamaglia intima micro pile + pantaloni da sci. NON AVRETE FREDDO!!!!

BUDGET e ORGANIZZAZIONE: Pianificato 1 mese prima in totale autonomia Spesa totale inclusi gli extra 1000,00 €

DESTINAZIONE : TROMSO + 1 giorno a OSLO

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DIARIO DI VIAGGIO E CONSIGLI

GIORNO 1 : Partenza da Milano MXP  con volo Su OSLO ( in fase di prenotazione guardare anche con scalo a Copenaghen, spesso si trovano offerte anche con questo scalo).

Personalmente i voli li cerco sempre sul sito SKYSCANNER  perchè permette di guardare velocemente le partenze in un calendario a tendina divise per mese … ottimo davvero!!!

Arrivo in serata a TROMSO e pernottamento.

Aurora Boreale in Norvegia : Scelta dell’alloggio

Tromso è una cittadina davvero piccola che si visita a PIEDI. Vi sono diverse strutture alberghiere. L’hotel RADISSON BLU è ottimo e centralissimo. Colazioni super abbondanti, a detta degli amici italiani conosciuti durante la vacanza. Io e la mia amica Clem abbiamo scelto invece l’Hotel Comfort Hotel Xpress (recensioni cliccando sul sito). Buono senza troppe pretese ma super pulito e personale davvero gentile. Certo la colazione non era inclusa ma alla fine abbiamo potuto apprezzare al nostra scelta tra un cappuccino Norvegese e un Bombolone alla crema nei bar appena fuori dall’hotel!

COSA VEDERE A TROMSO

  • La cattedrale TROMSO DOMKIRKE
  • La cattedrale moderna ISHAVSKATEDRALEN + CABLE CAR ( noi non siamo riuscite a salire perchè era in manutenzione ma assolutamente da fare)
  • La Biblioteca
  • MUSEI: della scienza – e d’arte moderna (se avete tempo sono da fare)

La città si gira a piedi in mezza giornata!!! In alternativa i mezzi sono stra-organizzati e stra-comodi!! La Norvegia è un paese ben organizzato che funziona!

Aurora Boreale in Norvegia : RIGOROSAMENTE CON le Guide organizzate.

A Tromso ci sono davvero agenzia ad ogni angolo e per nulla  a buon mercato, ma del resto siamo in Norvegia ovvero nel paese più caro d’Europa! In media una buona escursione organizzata costa tra i 120 e i 150 € .

Premetto che su 3 tentativi solo l’ultima sera siamo riuscite finalemnte a vedere l’AURORA BOREALE.

Consiglio vivamente di prenotare da casa prima di partire con l’agenzia perchè si rischia di non trovare la disponibilità poi in loco!!!!

Noi abbiamo scelto ARTIC EXPLORERS  . Non potevamo scegliere meglio. La guida Aurore! Chi meglio di lei ! Un nome una garanzia!!!  In una serata di NEVE è’ riuscita, senza perdersi d’animo a portarci nell’unico punto sereno e li, come per magia uno degli spettacoli migliori del 2016, con tanto di cena con falò ! Spettacolo che nessun altro ha visto quella sera. Foto ben fatte e ricevute subito il giorno seguente! Solo con le guide si può vedere l’aurora Boreale in Norvegia e sono ben organizzati. Investimento necessario.


Dato che le “spedizioni” partono alle 17, durante il secondo e  terzo giorno abbiamo abbinato delle altre attività (9:00 am – 16 pm).

Con la stessa agenzia abbiamo fatto l’escursione nel FIORDO. Bella e rilassante giornata tra neve, stoccafisso e paesaggi incantevoli

 

 

Ci tengo a segnalare anche questa agenzia: Lyngsfjord Adventure

Esperienza consigliata se cercate slitta con i cani, renne o passeggiate notturne alla ricerca dell’aurora boreale. Sono organizzati, puntuali e gentili…

E tra i più pubblicizzati in loco.

Questo è un “vero” campo Sami con tanto di tende tipiche e ambientazione. Forse turistico ma per noi trascorrere la notte nello chalet in totale contatto con la natura è’ stato un posto magico. Se visitate Tromso forse una puntatina qui può essere una bella esperienza.

ULTIMA TAPPA : OSLO

Qui di seguito il link del nostro DIARIO DI VIAGGIO tra imprevisti e sensazioni a caldo… un modo divertente di conoscere due amiche pazze alla ricerca dell’Aurora Boreale in Norvegia!

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